#25 EDGARDO / RIONE TRAIANO

Edgardo Pistone nasce a Napoli nel 1990.

Nasce e cresce al Rione Traiano, un ghetto all’interno del quartiere Soccavo, che fa impallidire Scampia. Quando il popolo del Rione Traiano afferma che lo stato è assente, lo è davvero, perché è stato sostituito dalla camorra, sia socialmente che economicamente. Il senso di abbandono è totale, la penetrazione della mentalità delinquenziale è ormai completata per generazioni.

Edgardo si avvicina al cinema e alla fotografia al liceo artistico Umberto Boccioni di Napoli. La passione per la settima arte, dopo il diploma, lo porta ad intraprendere gli studi di regia e fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove discute la tesi in regia cinematografica dal titolo: “La tragedia che fa ridere, la farsa che fa piangere”.

Terminati gli studi inizia a lavorare come regista e autore, fotografo e sceneggiatore.

«Faccio il regista per alleviare il conflitto che ho col cinema, questo conflitto è lo stesso che si può avere con una donna, che pensi essere quella della tua vita ma ha tanti difetti e allora t’intestardisci nel voler migliorare la tua relazione. È più o meno così, poi mi fermo perché aspetto di essere invitato in trasmissione da Gigi Marzullo per addentrarmi in un terreno psicoanalitico».

Al di là dell’autoironia e del suo modo intelligentissimo di scherzare, Edgardo ha lo sguardo dritto verso l’orizzonte, una visione definita del suo punto di vista in qualsiasi momento, un bagaglio di storie da raccontare e una fierezza nel raccontare le sue origini e, soprattutto, il suo quartiere.

Nonostante la giovanissima età, vanta già una carriera di tutto rispetto come regista e autore, fotografo e sceneggiatore: è stato aiuto regista in “Selfie” di Agostino Ferrante – presentato alla 76′ edizione della Biennale e vincitore del David di Donatello come miglior documentario del 2019 – e il suo “Per un’ora d’amore” nel 2015 ha vinto come miglior corto autoprodotto al Napoli Film Festival del 2015.

Pochi giorni fa, durante la Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, la consacrazione: Edgardo viene nominato miglior regista di cortometraggi (sezione Short Italian Cinema – SIC) alla Settimana Internazionale della Critica, la più prestigiosa tra gli spin-off della kermesse veneta, giunta quest’anno alla 35ma edizione. In giuria i produttori cinematografici Nicola Giuliano, Donatella Palermo e Giovanni Pompili.

Ad essere premiato il suo cortometraggio “Le mosche”, con cui Edgardo presenta uno sguardo nuovo e inedito su Napoli e sui suoi giovani.
In 15 minuti, il regista napoletano racconta in bianco e nero la storia di quattro ragazzini (impersonati dagli attori Roberto Navarra, Ciro Nacca, Luciano Gigante e Antonio Castaldo, con una partecipazione speciale di Salvatore Striano) che, sullo sfondo della città partenopea, fredda e distante, si muovono come mosche verso il loro destino.

«Si fa un gran parlare da sempre “dei giovani d’oggi” che è una contraddizione in termini, siccome i giovani sono sempre nell’oggi e l’adolescenza è una stagione della vita, in quanto tale è eterna nel suo ripetersi, quindi al di fuori del tempo. I nostri figli si porranno le stesse domande che si ponevano i nostri genitori».

Le mosche è dedicato ad un suo amico di infanzia, Attilio Montagna. E proprio l’amicizia e un immenso, sconfinato amore per i giovani di Napoli e, in particolare, per i ragazzi delle periferie, sono alla base del lavoro di Edgardo che, tra l’altro, collabora con associazioni e scuole per insegnare ai giovani i segreti del cinema che è un po’ come insegnare che i sogni, se si lavora duro e bene, possono diventare realtà.

Al momento Edgardo e il suo team hanno in cantiere due documentari, un lungometraggio e altri due corti che affrontano proprio attualissime tematiche sociali. In prospettiva il sogno è quello di cimentarsi in produzioni di respiro internazionale senza però abbandonare il loro territorio, puntando allo stesso tempo ad affermarsi come produzione esecutiva a Napoli.

E se gli chiedi che Napoli sogna, Edgardo cita Baudelaire:

«Baudelaire si divertiva a fare una netta distinzione tra i cittadini e gli esseri umani. Ecco, sogno in questo scenario una Napoli ultimo covo di esseri umani in un mondo di cittadini».

Niente male per uno #SNIP!

Niente male…

#NatiPeriferici #WeAreSNIP #ProudToBeSNIP