#23 VINCENZO / SECONDIGLIANO

Vincenzo Moretti nasce a Cotronei nel 1955.

Nel paesino calabrese resta solo per i primi giorni di vita, poi i suoi genitori – Pasquale, muratore e operaio, e Fiorentina, casalinga – lo riportano a Secondigliano, dove Vincenzo vive un’infanzia serena.

«Papà e mamma sapevano dare senso alla parola famiglia. Anche tosta, povera. Indossavamo i cappottini dei cugini più grandi con il risvolto e pantaloni con le toppe, e non perché erano di moda. Ci dicevano: “Basta che sono puliti”. Mio padre aveva però l’ossessione per lo studio: ero obbligato ad andare bene a scuola. Io, primogenito: ho dovuto imparare presto la responsabilità, l’impegno, l’onestà, il valore delle cose fatte bene. Le vite di periferia non sono mai facili, il rischio di prendere strade sbagliate è sempre dietro l’angolo: avere ancoraggi solidi è fondamentale».

Sarà per questo insegnamento che Vincenzo, da allora, desidera quello che ha e continua ad avere voglia di cambiare il mondo.

Nel 1979 si Laurea in Sociologia presso l’Università degli Studi di Salerno con la votazione di 110/110 e lode. Da allora le persone, il lavoro, la narrazione e il cambiamento sono i muri maestri della sua vita, del suo lavoro e della sua attività di studio e di ricerca.

Oggi dirige la sezione Società, Culture e Innovazione della Fondazione Giuseppe Di Vittorio ed è professore a contratto di Sociologia dell’Organizzazione all’Università di Salerno.

La sua attività di ricerca è diretta all’ideazione, all’analisi e alla progettazione di sistemi e processi di organizzazione, di apprendimento (in presenza e a distanza), di comunicazione, di innovazione, temi intorno ai quali ha pubblicato numerosi volumi e oltre 300 tra articoli e paper su riviste e quotidiani a carattere nazionale (tra gli altri Nòva Il Sole 24 Ore, Technology Review, La Stampa.it, l’Unità, Quaderni di Rassegna Sindacale).

Scrive di Serendipity su Il Mese di Rassegna Sindacale (da gennaio 2007) e di Sensemaking su Nòva Lab (Il Sole 24 Ore) – Questioni di Senso (da novembre 2007).

Cura la bottega letteraria da Jepis Bottega ed è tra i fondatori di Media Civici. Collabora con la Cattedra di Comunicazione e Culture Digitali della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa.

È il fondatore di #lavorobenfatto, che nel tempo è diventato un movimento culturale, un format, un manifesto, un magazine, un blog, un racconto che porta in giro per l’Italia e, da Aprile 2020, un libro.

Insegna a pensare, a risolvere problemi, a credere in sé stessi e nelle proprie possibilità, a vedere le opportunità, coglierle e moltiplicarle ed ha eletto Caselle in Pittari, nel cuore del Cilento, a sua seconda casa.

«Qui ho trovato una comunità accogliente, una umanità e una qualità della vita sociale fuori dal comune».

Con il suo effervescente dialetto, il professore (come lo chiamano tutti) mostra la strada a chi la chiede. E non lo fa con cattedratica presunzione d’onniscienza, ma con l’affabile empatia di un napoletano di Secondigliano che ha scoperto il mondo, e che ora prova a decifrarlo, suggerendo il modo per non restarne inghiottiti. Per cambiarlo, addirittura.

Niente male per uno #SNIP!

Niente male…

#NatiPeriferici #WeAreSNIP #ProudToBeSNIP